XY Quartet: quando la musica diventa epsressiva, intrigante, semplicemente bella

Apr 13, 2012

di Rossella Quitadamo


XY Quartet un nome che racchiude la filosofia di questo sodalizio artistico tra Nicola Fazzini, Alessandro Fedrigo Luigi Vitale e Luca Colussi.

Xy come codice genetico, sono chiamati così i due cromosomi che determinano il sesso in gran parte degli animali, uomo compreso. E dunque antitesi, opposizione e contrapposizione: tra maschile e femminile, memoria e innovazione, invenzione e tradizione, dolcezza e vigore, sconcerto e delizia.

E stiamo parlando di musica che è antitesi di per sé perché è rigorosa come la matematica nella sua creazione, eppure così irrazionale e istintiva nella fruizione. C’è un sottile limite tra ciò che viene considerato suono e ciò che viene considerato rumore e questo limite varia a seconda delle latitudini e dei tempi, dei gusti e della pratica, in una evoluzione continua grazie a quanti hanno osato e continuano a sperimentare, inventare e scoprire nuove rotte.

XY, inoltre, fanno pensare al piano cartesiano: x e y, longitudo e latitudo della creatività, ampiezza e durata di un suono, sperimentazione e rigore. Il grafico su cui si sviluppa la ricerca di nuovi percorsi, per spostare più in là e ridisegnare i confini sulla mappa della musica.

Sempre per rimanere in tema matematico, x e y sono anche le incognite: fin dove è possibile spingersi rimanendo nell’ambito della piacevolezza musicale e non travalicare nel frastuono e nel rumore? fin quando si rimane nella logica e nella coerenza senza oltrepassare i confini del caos e dell’irrazionale?

A tutte queste domande, che magari hanno creato sconcerto in chi legge, ieri sera ha risposto l’XY Quartet con la sua musica che dall’antitesi è riuscita a diventare sintesi, dall’analisi è approdata a risultati godibilissimi e sorprendenti.

Quanto c’è di ricerca sulla musica colta del novecento nella parte più innovativa di essa -dodecafonia, ritmi non retrogradabili, modi a trasposizione limitata ed altre ardimentose e sofisticate tecniche compositive- si risolve e si dissolve in brani di una energia e di una freschezza inaspettate.

E’ musica che parte da uno studio e restituisce un’emozione; composizioni coerenti dall’inizio alla fine che, se ascoltate da cd o in streaming sulla rete, non riesci ad interrompere, come un romanzo dalla trama avvincente, di quelli che leggi d’un fiato e ti lasciano con il fiato sospeso fino all’ultima parola, ovvero fino alla nota di chiusura del pezzo.

I musicisti accennano un concetto, evocano una sensazione, buttano lì un’idea, a volte la sviluppano subito altre volte ne rimandano lo sviluppo dopo aver introdotto un altro concetto, un altro colore, in una sinestesia sensoriale che ti fa vedere e annusare e toccare la musica

E se ieri sera il sax di Nicola Fazzini ha dato un sapore squisitamente jazzistico ai pezzi, il basso acustico di Fedrigo ha riempito le composizioni di caldi bruni e blu misteriosi mentre il vibrafono, suonato con magistrale bravura da Luigi Vitale, evocava le atmosfere rarefatte di melodie stranianti se suonato con l’archetto o donava momenti ingenui e giocosi come la risata argentina di un bambino. La batteria di Luca Colussi ha guidato il quartetto incalzandolo impaziente con ritmi sempre più veloci o trattenendo tutta l’energia per poi sfociare nuovamente in crescendo degni di sottolineare le scene un film di Hitchcock tanto erano gravidi di aspettativa e di suspence.

E’ musica questa che si può raccontare, come la versione suonata ieri sera di Concept, scritto da Fazzini, ispirato e dedicato a Olivier Messiaen. Il brano, dopo l’introduzione, si è condensato in un mirabile duetto tra il basso e una batteria i cui ritmi hanno assunto un carattere quasi tribale; quando ha ripreso voce anche il sax l’atmosfera è diventata funk e urbana prima di ripartire in un nuovo grandissimo affresco che ha visto protagonista questa volta il vibrafono. Ma intanto la batteria spronava ed incitava impaziente, il ritmo aumentava: sax e vibrafono suonavano una miriade di note trattenute solo dal basso che ha impedito loro di decollare verso spazi siderali. Il sax ha riportato un attimo di lucida calma e poi di nuovo il ritmo si è spinto ad altissimi livelli infiammando anche il sassofono, la musica è al massimo: potenza ed energia prima di ritornare in chiusura ai fraseggi iniziali del pezzo con il sax che domandava ossessivo senza ottenere risposta.

I brani suonati ieri sera sono contenuti in un CD appena edito da Nusica.org, l’etichetta discografica creata da Alessandro Fedrigo, un modo nuovo di concepire la musica anche nella produzione e commercializzazione.

Nusica.org è un progetto che ha come fine quello di veicolare promuovere e diffondere la ricerca in ambito musicale tramite seminari, concerti e produzione di cd, ma anche mettendo a libera disposizione sul web i brani e le partiture, fornendo perciò anche gli strumenti per la comprensione del lavoro degli artisti. Tutto ciò con un occhio attento pure all’ambiente: i cd sono a tiratura limitata e confezionati con carta riciclata, il veicolo di diffusione principale è la rete.

Cosa volere di più? Benvenuta musica di nusica.org, libera, ecologica, concettuale, digitale…ma soprattutto espressiva, intrigante, emozionante e semplicemente bella!

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