La musica brasiliana dai toni cangianti, i Trem Azul, colorano la notte del Kabala

Mar 8, 2013

di Paolo Di Sabatino

E ti ritrovi di notte a parlare di musica, dal vivo poi, devi raccontare quella magia indescrivibile, quell’emozione che ti arriva dritta dal palco. Le parole rischiano di scivolare nel banale, nello scontato, nel già detto.

Diciamo subito che sono termini che non appartengono ai Trem Azul, ieri al Kabala hanno condotto per mano il numeroso pubblico attraverso la musica brasiliana, in maniera coinvolgente, appassionata, bella.

Il ritmo incalzante è un filo solido che collega il tutto, ci sono poi le sperimentazioni timbriche di Alessia Martegiani, l’apporto delle musica elettronica col sintetizzatore di Massimiliano Coclite, quel tocco prezioso quando non te l’aspetti, ma quanto mai azzeccato ed opportuno. C’è la grande bravura di Bruno Marcozzi, con quei suoi continui sorrisi, sempre diversi, te lo immagini con le bacchette in mano da sempre. Il basso di Marcello Manuli è semplicemente impeccabile. C’è la poesia, tanta, insomma è un percorso appagante grazie all’altissima qualità dei musicisti sia nell’insieme che come solisti.

I toni sono cangianti, caldi dalle atmosfere morbide, poi si fanno esplosivi, multicolore. E così anche per lo splendido bis e quella ragazza di Ipanema te la immagini passeggiare sulla spiaggia con sguardo malinconico, ma poi ballare scalza e sfrenata fino a tarda notte.

 

 

 

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