CYRUS CESTNUT EUROTRIO: UN SONTUOSO BANCHETTO DI JAZZ

Feb 22, 2013

di Rossella Quitadamo

Prendete della materia prima di altissima qualità, scegliendo con cura tra tradizione e innovazione -mi raccomando, non abbiate timore ad osare con accostamenti insoliti e miscele inusuali- fidatevi delle sapienti mani di Giovanni Sanguineti e Nicola Angelucci, aggiungete un talento fuori dall’ordinario, una sensibilità acuta, spruzzate di divertimento, un pizzico di brio, ispirazione a volontà e cuocete alla fiamma vivace dell’amore per ciò che state facendo: ecco siete pronti a servire un concerto memorabile, degno dei palati più esigenti come oramai sono diventati i soci del Kabala.

Un’eresia comparare ad una degustazione enogastronomica ciò che l’Eurotrio di Cyrus Chestnut ci ha offerto ieri sera?

Sicuramente sì, ma non saprei come descrivere lo stato d’animo alla fine del concerto se non paragonandolo a quello di chi, sazio e inebriato, si è appena alzato dalla tavola di un sontuoso banchetto in cui ha potuto gustare piatti prelibati, sapori squisitamente nuovi ma al tempo stesso così familiari, manicaretti della migliore tradizione culinaria resi imprevedibilmente originali dall’aroma speziato della genialità.
Cyrus Chestnut, Giovanni Sanguineti e Nicola Angelucci mi perdoneranno, spero, ma come raccontare altrimenti la loro musica calda e coinvolgente? Immergersi nel sound avvolgente del contrabbasso è stato come addentare un croccante cioccolato fondente con il suo sapore dolce-amaro. La batteria, come una salsa vellutata, legava i sapori con il suo swing aggiungendo ogni tanto una spolverata di pepe qua e là. E quella miriade di note che si diffondevano in sala quando le mani di Cyrus volavano sul pianoforte erano ora miele, ora peperoncino, ora un sorso rotondo e setoso di un Barolo sapientemente invecchiato.

E’ difficile dire quale sia stato il piatto forte: tra evergreen e composizioni di Chestnut abbiamo gustato ogni nota senza lasciare nemmeno una briciola. Sapori in apparenza semplici e genuini uniti in accostamenti squisiti e raffinatissimi: come il migliore chef riesce ad esaltare la freschezza degli ingredienti con la sua capacità di manipolarli con gusto, così Cyrus riesce a trasformare tutto il suo background musicale, -il Gospel, il soul, la classica- mettendoci così tanto amore e passione da reinventare un nuovo eppure classicissimo jazz. Forse il suo ingrediente segreto è proprio nel suo modo di porsi, il sincero impegno e l’assoluto entusiasmo per ogni nota che scaturisce dal suo pianoforte.

Insomma un banchetto in due sessioni per circa 3 ore e mezzo di concerto da cui noi commensali ci siamo alzati più che soddisfatti e assolutamente tranquilli del fatto che le calorie sprigionate dalla simpatia e dalla verve dell’Eurotrio non avrebbero appesantito il nostro fisico, perché il cibo che ci ha amorevolmente servito Cyrus ha nutrito il nostro spirito e alleggerito il nostro cuore.
“Credo che Dio mi ha dato questo meraviglioso dono della musica con il compito di condividerlo con quante più persone possibile” dice il pianista, ed ancora: “Se al termine di un concerto possiedo la capacità di far andare a dormire anche una sola persona più felice di quando è arrivata, allora so di aver fatto bene il mio lavoro e dormo meglio la notte.”
Sono sicura che hai fatto splendidi sogni questa notte, Cyrus! Quanto a noi non ne abbiamo avuto bisogno: abbiamo già sognato ad occhi aperti ieri sera.

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