10 minuti prima del concerto

Mar 20, 2015

Chiacchiere, idee e libere associazioni con il Trio Bobo

di Rossella Quitadamo

Mr. Bobo ha studiato, è un essere raffinato dotato di cultura superiore; i suoi discorsi sono ricchi di concetti eleganti e impreziositi da nobili figure retoriche eppure non annoia mai quanti lo ascoltano. Mr. Bobo è intelligente e come tale è provvisto di una grande dose di ironia, arma che rivolge spesso anche verso se stesso.

Mr. Bobo ha una voce cristallina: a volte sussurra, più spesso grida gioiosamente la sua energia. Mr. Bobo parla in una lingua tutta sua tra il Jazz e il Rock, con accento Funky, capace di infilarsi dritta dritta nelle orecchie degli spettatori.

Mr. Bobo vive nelle cantine di Milano, è un essere con tre teste pensanti e un numero imprecisato di arti. Difficile dire con esattezza quanti, a volte dubiti delle tue capacità nel contarli: quante mani e quanti piedi percuotono pelli e piatti? quante sono le dita che arpeggiano su e giù sulle corde di basso e chitarra?

Mr. Bobo gode di ottima salute nonostante viva nelle cantine, luoghi notoriamente bui e malsani; il suo cuore ha un ritmo perfetto: senza perdere mai un colpo pompa ininterrottamente talmente tanta energia da riscaldare e illuminare scantinati, jazz club e qualsiasi altro luogo dove si trovi a contatto diretto con batterie ed altri strumenti musicali.

Mr. Bobo è il mostro …di bravura e simpatia che ieri sera ha surriscaldato e deliziato il pubblico del Kabala, strappando applausi e fischi a scena aperta.

Io l’ho affrontato senza paura mentre si cibava di frutta e verdura prima di nutrirsi dell’entusiasmo di quanti erano lì pronti ad ascoltarlo

Voi però non affannatevi a cercarlo perché Mr. Bobo non esiste: prende vita solo nel momento esatto in cui Faso, Alessio Menconi e Christian Meyer suonano insieme la prima nota.

 

Partiamo dal nome: perché vi chiamate così?

Christian: A te cosa ti fa venire in mente?

Rossella: è un nome che ispira simpatia sembra quello di un peluche

Christian: All’inizio volevo chiamare il trio “power explosion atomic trio music of the world star fusion and rhythm of the future …” e invece Faso ha detto “no, dobbiamo chiamarlo trio Bobo”

Faso: visto che il soprannome di Christian è Bobo e lui è stato quello che ha avuto l’idea: “dobbiamo metter su un trio basso batteria e chitarra, io conosco un chitarrista molto bravo Alessio Menconi …”

Alessio (che mi ruba la domanda): me lo sono sempre chiesto, perché avete pensato proprio a me?

Christian:  Sia io che Faso avevamo finito un’era di gruppi più grossi, uno si chiamava Energia Pura eravamo basso batteria tastiere uno/due fiati e a volte un cantante; volevamo fare una cosa più snella, un trio. Però per fare un trio con batteria e basso ci vuole il terzo componente che deve fare le melodie, accompagnare, interpretare bene i temi, saper improvvisare…così tante cose che trovare un musicista in grado di farle non è semplice.

Alessio: E dove mi avete sentito?

Christian: Ti ho sentito improvvisare in un concerto con Rosario Bonaccorso e Paolo Pelegatti, mi avevi detto che ti piace anche Clapton, il Blues ed ho pensato “ecco la persona giusta!”

Alessio: a me piace tutta la musica, tutto ciò che mi piace l’ho studiato per cui mi sono fatto una cultura il più completa possibile

Faso: non è così frequente trovare un chitarrista completo come Alessio che spazia dal jazz al rock al pop; era quello di cui avevamo bisogno…

Per tornare a quando abbiamo pensato di chiamarci trio Bobo: mi fa piacere sapere che fa l’effetto di una cosa simpatica perché è proprio ciò che volevamo. In un mondo in cui i nomi sono tutti un po’ “fighi” il trio Bobo è un bel contrasto. E’ meglio andare a vedere il trio Bobo …che poi suona bene piuttosto che il “Mega Power Trio” che poi suona male.

Visto che Bobo è il soprannome di Christian Meyer è lui che comanda il trio?

Christian: No, non c’è un capo nel trio Bobo. Ci tengo a precisare che non è un gruppo nato su di me, io non volevo assolutamente un gruppo di cui essere il leader. Siamo tutti pari, ognuno con la sua percentuale, democrazia musicale totale.

33,3 % ciascuno?

Faso:  per dirla tutta, siccome con 33,3% resta fuori uno 0,1%, Christian ha il 33,4%

Christian: Buono a sapersi! Da oggi so che l’ultima parola spetta a me

Chi ha il carattere più difficile tra voi tre?

Christian: dai io, lo ammetto!

Faso: Non è vero! Ci sono delle cose che “disturbano” in maniera diversa i tre componenti del trio: io mi arrabbio e mi stresso per cose che magari ad Alessio e Christian fanno ridere e per loro è uguale

Fatevi un complimento reciproco

Christian: C’è un ottimo interplay. Questo gruppo mi fa vivere l’effetto della composizione in tempo reale: è vero che abbiamo dei pezzi ben strutturati  -quella di avere dei pezzi che abbiano un senso dall’inizio alla fine è una cosa a cui io tengo tanto- ma dentro queste “ossature” sento che ogni sera il trio Bobo suona in maniera diversa guidato dalle percezioni ora di uno ora dell’altro. E’ un magma che si muove. Sia Faso, sia Alessio sono molto veloci nell’afferrare un input musicale e reagire splendidamente: è una qualità che io non ho per questo li ammiro.

Faso: Io godo particolarmente quando suoniamo insieme perché imparo tantissimo da Alessio: lo ascolto con grande attenzione perché è veramente bravissimo… Ciò non significa che Christian è meno bravo ma suoniamo insieme da 25 anni ed a volte scherzando ci diciamo “ancora insieme…ma che palle!” Un’altra cosa che mi piace tantissimo del nostro trio è che andiamo molto a tempo, c’è una bella intesa ritmica -di tutti e tre non solo degli strumenti ritmici!- e quando c’è la ritmica c’è un’energia speciale.

Alessio: Faso mi ha tolto le parole di bocca, abbiamo una grande intesa, loro come gruppo ritmico sono pazzeschi, quando suoni con una base ritmica solida e forte come la loro ti diverti tantissimo.

Tutti e tre avete lavorato e lavorate con altri artisti: c’è qualcuno con cui vi è piaciuto particolarmente suonare e c’è invece qualcuno con cui non suonereste più?

Faso: essendo il bassista di una band in attività da 25 anni (Elio e le storie tese)non ho avuto tempo per suonare con tantissimi altri musicisti ma devo dire di essere fortunato perché comunque mi sono sempre trovato bene. In particolare mi è piaciuto molto quando abbiamo suonato (con Elio e le storie tese) con James Taylor e poi con Eugenio Finardi (io e Christian eravamo la sezione ritmica). Finardi, come musicista cantautore dei mitici anni ’70 ci ha insegnato davvero tanto.

Christian: abbiamo avuto a che fare con cantanti italiani come Ranieri, Dalla, Morandi, con le gemelle Kessler(cito solo alcuni esempi): quando suoni con artisti come loro, veri professionisti, sul palco ti senti a tuo agio, si respira la qualità, l’impegno e la passione.

Faso: che professioniste le Kessler! Ci dissero che una volta in televisione si provava una settimana per fare una puntata, ora si prova un giorno per fare sette puntate.

Christian: siamo stati fortunati ad aver avuto la possibilità di ricevere energia e consigli da professionisti come loro. Di solito chi arriva dal passato ha sempre un grande spessore, invece con i nuovi cantanti, anche se sono bravissimi, spesso faccio fatica a relazionarmi…forse perché stiamo invecchiando, stiamo diventando i vecchi lamentoni che ricordano solo le cose belle del passato

Come lavora il trio Bobo? Parlatemi del vostro processo creativo

Alessio: c’è lo scambio reciproco di idee ed esperienze: abbiamo tante idee alcune convergenti ed altre no, si condividono esperienze e conoscenze: tutto entra a far parte del bagaglio culturale e musicale di ciascuno di noi e del trio

Christian: ognuno di noi cerca dare degli input diversi, ascoltiamo insieme tanta musica di tutti i tipi e ciò aiuta l’ispirazione

Faso: è una cosa utilissima perché la musica è una cucina ricca almeno come la cucina italiana: se mangi sempre solo gli stessi piatti non scopri altri sapori, altri “linguaggi” musicali che magari sono interessanti.

Alessio: Abbiamo voglia di fare le cose bene, di credere nella musica. E’ un gusto che in Italia ogni tanto si perde… se poi ci riusciamo non so, questo lo deve dire il pubblico, però almeno noi ci proviamo: curiamo il suono, studiamo l’arrangiamento migliore…

Christian: curiamo la scaletta affinché il pubblico si diverta, ci preoccupiamo del palco e anche delle luci. Vorremmo far bene a tutto tondo: il pacchetto concerto completo; al trio Bobo non piace suonarsi addosso, ciò che ci interessa è il ritorno di energia da parte del pubblico. A fine serata dobbiamo essere tutti contenti!

Faso: vorrei aggiungere che l’Italia è un Paese complicato: la musica live sta scomparendo. Negli anni 80 con Elio e le storie tese facevamo il tour musicale senza uscire da Milano, tanti erano i locali in cui si suonava dal vivo; ora ne sono rimasti pochissimi. Tasse e burocrazia stanno uccidendo la musica. E’ assurdo, la musica ha un valore incredibile bisognerebbe avere 100 posti in ogni città dove andare a sentire ogni genere di musica e dare spazio anche ai giovani, dare loro la possibilità di coltivare il loro talento

Come si cattura l’attenzione del pubblico?

Christian: è difficilissimo. Se scoprissimo il segreto per catturare il pubblico saremmo a cavallo. Ho notato che suonare con tante dinamiche, cioè alternando momenti di pura energia ad altri più tranquilli e melodici, mantiene desta l’attenzione e l’interesse degli ascoltatori. Ma non è solo quello.

Faso: un altro segreto è quello di impostare tutto sulla bellezza fisica, è quello che facciamo noi…

Dopo il concerto cosa penserà di voi il pubblico del Kabala?

Christian: Cosa penserà non lo so; spero che rimanga contento della serata e mi auguro che il trio Bobo riesca a trasmettere piacere e positività

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